Brenden Gunnell

Brenden Gunnell è cresciuto nel Michigan (USA) dove si è diplomato nel 2006.

Sotto la guida di Brigitte Fassbaender, ha fatto parte in un primo periodo dell’ensemble di canto del Teatro di Innsbruck; chiamato da Paul Curran, si è successivamente trasferito alla Norwegian Opera di Oslo.

Durante questi anni ha cantato in Arianna a Nasso (Brighella), Turn of the screw (Quint), Rheingold (Loge e Froh), Wozzeck (Andres), Arabella (Elemer e Matteo), Zauberflöte (Tamino e Armigero), Lucia di Lammermoor (Arturo), Sposa venduta (Hans), Dialoghi delle Carmelitane (Chevalier), Ritorno di Ulisse in patria (Eumete), Peter Grimes (Bob Boles), Macbeth (Malcolm), Tristan und Isolde (Marinaio), Rape of Lucretia (Male Chorus), Rake’s progress (Tom Rakewell) e Mahagonny (Jim).

Nell’autunno del 2012 il giovane tenore ha fatto sensazione sostituendo Toby Spence in Dream of Gerontius di Elgar con i Hamburger Symphoniker diretti da Jeffrey Tate alla Laeiszhalle di Amburgo. Da allora ha avuto inizio una rapida ascesa di carriera coincisa con il passaggio a una vocalità più drammatica.

In occasione del ventesimo anniversario dalla fondazione dell’Orchestra Verdi di Milano, ha preso parte all’esecuzione della VIII Sinfonia di Mahler diretta da Riccardo Chailly al Palazzo MiCo (Milano-Congressi). Sono seguiti gli impegni ne La Sposa venduta all’Opera North di Leeds, in Königskinder alla Semperoper di Dresda, Jenufa al Teatro Comunale di Bologna (Juraj Valcuha/Alvis Hermanis), Ratto dal serraglio a Glyndebourne (Robin Ticciati/David McVicar), Mahagonny al Teatro dell’Opera di Roma (John Axelrod/Graham Vick), Idomeneo alla Fenice di Venezia  (Jeffrey Tate/Alessandro Talevi).

Accanto a Tony Servillo, e per la direzione di Juraj Valcuha, é stato nel 2016 acclamato protagonista di Oedipus Rex nella tournée dell’Orchestra Rai che ha toccato le città di Torino, Modena, Ferrara e Napoli; con la stessa Orchestra, e diretto da Jeffrey Tate, ha eseguito un programma a lui particolarmente congeniale, imperniato su musiche di Richard Strauss e Wagner. 

Nel 2016 è stato inoltre scelto da Antonio Pappano per la IX Sinfonia di Beethoven in due concerti estivi con l’Orchestra Santa Cecilia alla Reggia di Caserta e allo Stadio Centrale del Tennis a Roma. 

Nel 2017 l’artista è stato impegnato nel Paradies und die Peri di Schumann con l’Orchestra Santa Cecilia e Daniele Gatti, in Lulù di Berg all’Opera di Roma, nel Klagendes Lied di Mahler con James Conlon alla Rai di Torino, nell’Oberon di Weber con Ivor Bolton alla Bayerische Staatsoper.

Il suo repertorio concertistico spazia da Beethoven, Mendelssohn, Schumann, Schubert fino a Strauss, Mahler e soprattutto Britten, di cui è un profondo conoscitore.

 

 


discografia

Lieder di Strauss con l’accompagnamento al pianoforte di Malcolm Martineau (2014, etichetta Two Pianist) ;
Parsifal (Gralsritter) per la direzione di Jaap van Zweden e la Netherlands Radio Orchestra (2010, Challenge Classics);
Miss Julie di Ned Rorem e la Curtis Student Orchestra con David Agler (2005, Albany Records)


recensioni

Operaclick - Michelangelo Pecoraro

Roma - Parco della Musica: Gatti dirige Il Paradiso e la Peri

"...Il tenore cui è affidata la maggior parte della sezione narrativa è Brenden Gunnell, che si trova a proprio agio quando può sfogare negli acuti la propria voce, che nell'ottava alta tende a rinforzarsi....sceglie comunque intelligentemente di impostare la prestazione su un fraseggio introspettivo e di grande forza comunicativa, venendo a capo del ruolo."

 

20.02.2017

 

Corriere del Mezzogiorno - Dario Ascoli

Pappano dona Beethoven alla Reggia di Caserta

l’esecuzione della Nona da parte di Orchestra e Coro di Santa Cecilia

"un quartetto vocale di solisti dalla solida tecnica e con ottimo feeling con il direttore, Rachel Willis-Sorensen......il tenore Brenden Gunnell è riuscito ad essere svettante senza sacrificare la qualità timbrica."

05.07.2016

 

La Barcaccia RADIO 3 - intervista a Brenden Gunnell  12.10.2015

http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/PublishingBlock-484f01ac-95c4-454c-bd2f-c9e948049815-podcast.html?refresh_ce


...Jim Mahoney, il tenore americano Brenden Gunnell, è straordinario nei passaggi dall'arrogante esaltatore di Mahagonny e della sua anarchia capitalistica, quanto commovente nelle drammatiche scene finali prima della condanna....

http://www.gothicnetwork.org/articoli/teatro-dellopera-di-roma-mahagonny-dove-tutto-lecito

 

… nei panni diJim Mahoney vediamo Brenden Gunnell, tenore di notevoli qualità vocali ed interpretative, che con sicurezza e duttilità sa passare dai momenti di maggior afflato lirico e preziosa morbidezza vocale (come negli struggenti duetti con Jenny o in quello con Joe o nelle songs a quelli di maggior vigore drammatico...

http://der-neue-merker.eu/romteatro-dell-opera-aufstieg-und-fall-der-stadt-mahagonny-premiere-bericht-in-italienischer-sprache

 

….Brenden Gunnell, che ci regala un Jim Mahoney energico, vocalmente centrato – la sua emissione vibratissima, a tratti quasi sfibrantesi, dona l’impressione di un personaggio perennemente sull’orlo di una crisi di nervi...

http://www.apemusicale.it/joomla/recensioni/17-opera/opera2015/2037-roma-aufstieg-und-fall-der-stadt-mahagonny-8-10-2015

 

... e sono da citare in particolare Iris Vermillon, Measha Brueggergosman, Willard White e lo struggente Brenden Gunnell..

http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/all-opera-roma-va-scena-spettacolo-urlo-che-se-sognano-londra-110452.htm

 

...ottime le voci, specialmente gli interpreti principali, Iris Vermillion, sir Willard White, Measha Brueggergosman e Brenden Gunnell...

https://ilblogdimusica.wordpress.com//?s=Weil&search=Vai